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Sardegna voto storico, passa con 50 sì la doppia preferenza

Nonostante le trappole dello scrutinio segreto chiesto per almeno tre volte da un gruppo consiliare di destra, "Sardegna" (nato venerdì scorso), con 50 sì e 2 no - su 52 votanti - è stata approvata ieri sera alle 18.47, dopo un rinvio di una settimana, un testo stralcio (tre articoli) di modifica della legge elettorale.

Dalle prossime elezioni, previste nel 2019, i sardi potranno votare per il Consiglio regionale con la doppia preferenza di genere. A 53 mesi dall'approvazione della legge statutaria elettorale che non la prevedeva, ieri l'Assemblea sarda, quasi all’unanimità, ha corretto il tiro, dopo che nel giugno 2013 aveva affossato a voto segreto uno degli strumenti individuati per incrementare la rappresentanza femminile, ridotta in questa legislatura ad appena quattro consigliere. Il sì storico alla norma è arrivato dopo anni di tira e molla e una costante pressione di movimenti e comitati femminili, davanti a una folta delegazione di donne di associazioni e movimenti seduta in tribuna pubblico a seguire i lavori. Un applauso scrosciante è seguito al voto finale, così forte da coprire la voce del presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau che riconvocava l'Aula per il 28 novembre prossimo alle 10.

Nonostante le trappole dello scrutinio segreto chiesto per almeno tre volte da un gruppo consiliare di destra, "Sardegna" (nato venerdì scorso), con 50 sì e 2 no - su 52 votanti - è stata approvata ieri sera alle 18.47, dopo un rinvio di una settimana, un testo stralcio (tre articoli) di modifica della legge elettorale. Nel caso esprimesse due preferenze, l'elettore potrà scegliere candidati di sesso diverso della stessa lista, pena l'annullamento della seconda preferenza.

Non solo: in occasione delle elezioni regionali i partiti dovranno assicurare la presenza paritaria di candidati di entrambi i generi nei programmi di comunicazione politica in radio e tv. Il testo, sintesi di diverse proposte di legge sulla materia, era arrivato finalmente in Aula oggi con l’unanimità dei capigruppo, ma poi martedì scorso era saltato l'accordo su un emendamento di sintesi sulla composizione delle liste circoscrizionali, firmato da quasi tutti i capigruppo e dal presidente della Prima commissione (Autonomia e Riforme), Francesco Agus (Campo progressista Sardegna). L'impasse è stata superata anche dopo una riunione di maggioranza poco prima della seduta, alla presenza del presidente Francesco Pigliaru, intervenuto in Aula a sostegno della norma, inserita nel programma elettorale della sua maggioranza di centrosinistra. "Esiste un'etica della politica e della responsabilità sugli impegni che sono stati assunti", ha dichiarato il capogruppo di Fi Pietro Pittalis poco prima del voto, rivelando le divergenze di vedute interne anche al suo gruppo sul tema e le difficoltà incontrate per ricomporle. "Ho posto anche un problema di fiducia nel mio gruppo".

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