SERVIZIO 118

Emergenza-Urgenza 118, la situazione è preoccupante in tutta la Sardegna

Emergenza-Urgenza 118, la situazione è preoccupante in tutta la Sardegna
Il servizio offerto dalle Associazioni copre in maniera determinante circa l’80% degli interventi sanitari di emergenza, con interventi efficaci e capillari in tutto il territorio regionale. È presumibile una chiusura dal primo di luglio.

La situazione del 118 è sempre più difficile e preoccupa. “Il perdurare di situazioni scaricate completamente sulle spalle delle Associazioni, che da anni continuano ad operare, con temporanei e unilaterali rinnovi della convenzione in essere, ormai anacronistica e carente. La precarietà del sistema che sta impedendo alle Associazioni di mantenere i livelli di qualità richiesti, pregiudicandone l’operatività ma lasciandogli totalmente le responsabilità. Il progressivo sviluppo di un processo che sta portando, ad una stasi nel servizio di soccorso, e alla presumibile chiusura dal primo di luglio. Tutto questo e se non bastasse “le ipotesi circolanti, che prevedono l’attivazione di meccanismi che appaiono più che sistemi per macinare risorse economiche, invece di produrre servizi e assistenza di qualità”. A dichiarare questa situazione di preoccupazione e difficoltà sono i rappresentanti del Comitato Paritetico del Servizio Sanitario di Emergenza Urgenza 118 che fa capo alla Centrale Operativa di Cagliari e i rappresentanti del Comitato Paritetico del Servizio Sanitario di Emergenza Urgenza 118 che fa capo alla Centrale Operativa di Sassari, che comprendono tutte le aree territoriali operanti nel servizio di Emergenza Urgenza 118 della Sardegna, componenti che aderiscono alle commissioni anche i delegati regionali delle organizzazioni nazionali, Anpas, Misericordie, Avis.

La situazione è stata affrontata nell’incontro avvenuto il 29 marzo 2017 a Terralba, dove è stata considerata molto negativamente la mancata risposta alla richiesta d’incontro inoltrata all’Ass.re Arru lo scorso 11 gennaio, nella quale si facevano presente le forti preoccupazioni relative al nuovo piano di gestione del comparto sanitario in Sardegna, con particolare attenzione al sistema di Emergenza-Urgenza 118.

Il servizio offerto dalle Associazioni copre in maniera determinante circa l’80% degli interventi sanitari di emergenza, con interventi efficaci e capillari in tutto il territorio regionale. Emerge dai fatti che “nonostante il richiamo ad una maggiore attenzione nei confronti di una struttura nevralgica per l’assistenza in Sardegna, il perdurare di un atteggiamento di noncuranza è la dimostrazione che si vuole rifiutare qualsiasi ipotesi di confronto, volendo far calare dall’alto e senza valutazioni d’impatto, scelte studiate a tavolino, spesso da chi non ha piena conoscenza dei problemi”.

Le organizzazioni rappresentate: rifiutano “Il ruolo di semplici comparse nel sistema di Emergenza-Urgenza 118”. Ritengono “Di avere la conoscenza e la responsabilità, di porre i quesiti utili a migliorare un servizio essenziale per tutti i cittadini senza discriminazioni di territorio o di reddito”. E pertanto chiedono “Una maggiore attenzione per le Organizzazioni che operano nell’emergenza quotidiana. Il formale riconoscimento del ruolo da noi svolto e il coinvolgimento dei rappresentanti incaricati. Ribadiscono “La necessità di un incontro urgente con il Governatore della Sardegna e con l’Assessore alla Sanità”, impegnandosi “A seguito dei riscontri ottenuti, a coinvolgere tutte le Associazioni della Sardegna per determinare, con loro, le scelte più appropriate.

di CRISTINA DESOGUS

Categoria: