Infanzia

Istat, in calo asili nido: posti solo per 2 bimbi su 10

Istat, in calo asili nido: posti solo per 2 bimbi su 10

Gli asili nido sono ormai un miraggio per la maggioranza delle famiglie italiane. Appena due bambini su 10, per la precisione il 22,4 per cento, possono sperare di trovare posto, un dato ben lontano dai parametri europei. E gli investimenti dei comuni sono in calo di quasi il 4%, mentre aumenta il contributo dato dalle famiglie, salito a 1.500 euro a bambino. E' la fotografia scattata dall'Istat in un censimento su asili nido e altri servizi socio-educativi per la prima infanzia. Nell'anno scolastico 2013/14, si legge nel rapporto, sono censite sul territorio nazionale complessivamente 13.459 unita' che offrono servizi socio-educativi per l'infanzia e che hanno l'autorizzazione per 360.314 posti. In particolare, risultano attivi 11.283 asili nido. Di questi, il 20% e' costituito dalle "sezioni primavera", quelle cioe' che accolgono bambini di 24-36 mesi all'interno delle scuole dell'infanzia.
Sono inoltre attive 2.176 unita' che offrono "servizi integrativi per la prima infanzia": nidi in contesto domiciliare, spazi gioco e centri per bambini e genitori. In questo scenario appena una struttura su tre, il 35%, e' pubblica, offre il 50,5% dei posti complessivi. Il resto e' privato. In rapporto al potenziale bacino di utenza si hanno 22,4 posti per 100 bambini con meno di tre anni. Questo valore, rileva l'Istat, risulta molto piu' basso della quota del 33% che l'Unione europea ha posto come obiettivo strategico per promuovere la maggiore partecipazione delle donne nel mercato del lavoro e migliorare la conciliazione della vita familiare e lavorativa . L'offerta di servizi si differenzia molto dal Centro-Nord, con una media di 28,2 posti per 100 bambini, al Mezzogiorno con 11,5 posti per 100 bambini. Sul territorio regionale i servizi sono diffusi soprattutto in Umbria (con il 37% di posti disponibili rispetto ai bambini residenti sotto i 3 anni), in Emilia Romagna (35,3%), in Toscana (32,1%) e in Valle D'Aosta (31,6%). Nell'anno scolastico 2013/2014, hanno beneficiato dell'offerta pubblica di servizi per la prima infanzia, sia sotto forma di accoglienza in strutture comunali o convenzionate con i Comuni, sia sotto forma di voucher e contributi, 206.936 bambini, circa 3.400 in meno rispetto all'anno scolastico precedente (-1,6%). Sono iscritti negli asili nido comunali 145.789 bambini, pari all'85% dei posti disponibili nel settore pubblico; negli asili nido privati convenzionati sono invece iscritti circa 30.800 bambini (il 19% dei posti autorizzati nel settore privato). La spesa pubblica e' in calo: nel 2013 la spesa corrente dei Comuni per i servizi socio-educativi rivolti alla prima infanzia ammonta ad 1 miliardo 559 milioni di euro, in diminuzione rispetto all'anno precedente del 3%, un dato che raggiunge il 3,8% se viene conteggiata soltanto la componente di spesa a carico dei Comuni, al netto della compartecipazione delle famiglie il cui importo, pari a 310 milioni di euro, e' rimasto pressoche' invariato nel 2013. In proporzione, risulta dunque piu' elevata, nel 2013, la quota sostenuta dalle famiglie, che in dieci anni e' passata dal 17,5% al 20% della spesa complessiva dei Comuni per gli asili nido e dal 12,6 al 16% della spesa per i servizi integrativi. La spesa comunale media annua sostenuta per ogni bambino iscritto ai servizi socio-educativi comunali o finanziati dai Comuni ammonta a circa 7.500 euro, di cui circa 6.000 a carico del Comune (o ente associativo) e quasi 1.500 euro versati dalla famiglia.

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